Artisti del Nuovo Rinascimento

Nicolò Accaria

Nicolò Accaria è un giovane artista diplomatosi nel 2014 all’Accademia di Belle Arti di Brera. Storico membro del Nuovo Rinascimento, con cui ha esposto in tutte le cinque edizioni del Festival (a Milano al Museo Mu-Mi Ex Fornace nel 2016 e 2019, nel 2017 e 2018 a Lucca a Villa Bottini, nel 2018 al “Palazzo delle Albere” di Trento), è un vero maestro nella lavorazione della materia lignea. La sua passione per la dimensione artigianale e materica dell’arte lo porta a esercitare la propria perizia sulla matrice lignea, disinteressandosi della stampa successiva e proponendo così al pubblico delle opere che si collocano, su un piano tecnico, fra il dominio della xilografia e quello della scultura.

Incidere i segni sul legno è per Accaria una forma di espressione radicale: plasmare questa materia, che si radica simbolicamente nel suolo, in una fedeltà alle nostre più arcaiche radici, è per l’artista uno strumento indispensabile per esprimere quella necessità interiore, fatta di bellezza e comunicazione, che è cardine essenziale dell’arte neorinascimentale. La ricerca della meraviglia si accompagna in Accaria a una particolare attenzione e sensibilità nei riguardi delle tematiche esistenziali e dei grandi interrogativi dell’uomo. Anche la paura, la codardia e le emozioni negative fanno parte di una ricerca estetica attenta al mistero della vita: realmente, in Accaria, «l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni» (Pablo Picasso).

– Luca Siniscalco

Opera in mostra

“Codardia”

Legno e tecnica mista

50 x 70 cm

Codardia è la potenza del rosso che accende la tela e poi si dà alla fuga: da questo “schiaffo” che atterrisce e smuove l’astante emerge un coniglio, simbolo per eccellenza del vizio protagonista dell’opera. Un coniglio che, d’altro canto, è incapace di fuggire – in quanto privo degli arti inferiori – a monito di come dalle proprie paure sia impossibile liberarsi senza un confronto diretto.

Nelle linee che plasmano l’animale s’intravedono altre figure, fra cui una sagoma di donna, a denunciare come sia spesso proprio il sesso femminile quello più colpito dalla codardia umana.