Biografia

Stefania Romito

Nata in Svizzera ma milanese di adozione, Stefania Romito è giornalista pubblicista e scrittrice con diverse pubblicazioni all’attivo che spaziano dalla saggistica alla lirica. I temi elettivi della sua indagine letteraria sono i misteri dell’inconscio, l’introspezione psicologica, il sentimento d’amore vissuto come eros e thanatos.

È ideatrice e conduttrice di programmi culturali televisivi (Tele7Laghi) e radiofonici (Radio Punto, WRN). Conduttrice di Radio Regione, il primo canale tematico on demand nazionale. Consulente letteraria e Ambasciatrice del Nuovo Rinascimento di Milano, Responsabile per la Lombardia del Sindacato Libero Scrittori Italiani e fondatrice dell’associazione culturale “Ophelia’s friends Cultural Projects”.

Tra le sue numerose pubblicazioni: i romanzi Attraverso gli occhi di Emma (Alcyone Editore), i thriller della serie Ophelia, le vite di un ghost writer (Alcyone editore) – che comprendono gli episodi: Esistenza negata, Inconfessabili segreti, Laguna nera, Inquietanti rivelazioni, Perversioni d’autore, Fatali utopie, Ambiguità occulte, Macabre ossessioni – Il buio dell’alba (Libro Mania De Agostini), vincitore del “Premio Speciale d’eccellenza Città del Galateo – Antonio de Ferraris 2021”, Delyrio (La Bussola – Aracne Edizioni); i saggi Dante ab aeterno (Asino Rosso Edizioni), Il poeta eretico (Asino Rosso Edizioni); le raccolte liriche Nadir e Najeli si raccontano (Lupi Editore) e Volare d’amore (Asino Rosso Edizioni), scritta con il poeta albanese Arjan Kallço.

Stefania Romito è tra gli “Autori in permanenza al Centro Leonardo da Vinci Art Expo Milano”.

Recensione

Il buio dell’alba di Stefania Romito è un grande libro. Un grande percorso narrante in cui gli strumenti sono quelli dei linguaggi in un dialogare tra personaggi il cui senso è dato dalla forza della trasmissione.

Trasmettere parole o linguaggi significa trasmettere storie. Ma trasmettere storie, ci dice la Romito, è trasmettere destini.

E in questa trama, in questa filigrana di modelli narranti, lei è burattinaia e sa muovere i fili nei momenti opportuni e giusti perché se la fine o il destino ultimo di Tonino è quello che viene raccontato nel romanzo, significa che in quel personaggio, come negli altri personaggi, lei si è autoesclusa volutamente ma mai abbandonandoli, bensì ascoltandoli.

Sono i personaggi ad aver dettato il romanzo. Lei ne ha trascritto la trama (per usare ancora una metafora) e in questo intrecciare, in questo connubio, la letteratura ne esce vincente.

Un grande libro dietro al quale c’è una grande scrittrice. Questa è la verità di una certezza letteraria che diventa certezza umana. Il senso dell’umanità della parola non è consolazione, ma è provocazione e un romanzo deve provocare la scrittura a farsi vita, esistenza.

Il linguaggio è la scrittura dell’esistenza dei personaggi e il legame tra avventura e destino diventa fondamentale. Come resta fondamentale la grande capacità processuale dei metodi letterari.

I metodi letterari, la metodologia letteraria è dentro lo sfogliare queste pagine e anche quando le pause si fanno virtuose e virtuali e il senso del sentimento diventa plausibile, si svela la grande scrittrice che ha dato vita a un grande romanzo.

Pierfranco Bruni

Libro

Stefania Romito

Il buio dell’alba

Un mistero dal passato si intreccia al quotidiano presente del giovane protagonista guidandolo nei meandri più inquietanti della mente, fino a rinvenire l’essenza della perversione.

Verità mascherate da false realtà. Personaggi che celano identità e legami affettivi in nome di una vana rispettabilità. Apparenze onorate a discapito di autentici sentimenti nati nella clandestinità.

Un corollario emozionale nel quale si insinua, a tratti, l’ombra di un segreto che emerge nell’oscurità della notte e si illumina alla luce di un potenziale sentimento d’amore, vissuto come pericolosa estraneità ma anche come provvidenziale ancora di salvezza nel tormentoso mare della coscienza. Una coscienza che riaffiora per poi naufragare nelle crespe più celate e misteriose del proprio Io, in una inquietante alternanza di ombre e luci dove l’abbagliante luminosità di una nuova alba viene spenta per sempre dalle tenebre di una buia e degradante follia.

Siamo burattini di un eretico passato
che si muovono inconsapevolmente nel presente
legati a invisibili fili di follia.